La casa natale di Tiziano a Pieve di Cadore, edificio in pietra con ballatoio e scala esterna in legno, accanto a una fontana con statua e a un palazzo bianco decorato
Casa natale di Tiziano Vecellio, Pieve di Cadore — foto: Liridon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il Cadore è la terra alta del Piave, un insieme di valli e paesi di montagna nella parte settentrionale della provincia di Belluno. Auronzo ne fa parte, e la sua storia si intreccia con quella di una comunità che per secoli ha saputo governarsi da sé, commerciare con Venezia e dare i natali a uno dei maggiori pittori del Rinascimento. Conoscerla aiuta a guardare con occhi diversi i boschi, le piazze e i palazzi che incontrerete durante la vacanza.

La Magnifica Comunità di Cadore

Nel 1338 le comunità cadorine adottarono un corpo di leggi proprie, gli Statuti cadorini, che regolavano la vita civile, l'uso dei pascoli e dei boschi e l'amministrazione della giustizia. Prendeva forma così la Magnifica Comunità di Cadore, un organo di autogoverno delle popolazioni della valle, fondato sulle regole e sulla gestione collettiva delle risorse comuni.

La sede è il Palazzo della Magnifica Comunità, affacciato su piazza Tiziano a Pieve di Cadore: l'edificio fu costruito a metà del Quattrocento e la torre merlata venne completata alcuni decenni più tardi. Dopo la soppressione in epoca napoleonica, nel 1875 i comuni cadorini fecero rinascere la Magnifica Comunità come ente morale, con il compito di custodire la memoria e il patrimonio culturale del territorio. Ancora oggi riunisce ventidue comuni, tra cui Auronzo.

Sotto la protezione di Venezia

Con il declino del Patriarcato di Aquileia, nel 1420 il Cadore scelse di porsi sotto la protezione della Repubblica di Venezia, entrando a far parte dei domini di Terraferma. Per la Serenissima era un territorio prezioso: confine verso nord e, soprattutto, immensa riserva di legname.

Il legno delle foreste cadorine scendeva lungo il Piave legato in grandi zattere, guidate dagli zattieri fino alla laguna, e Perarolo di Cadore era considerato il porto del fiume. Quei tronchi sono finiti nelle fondamenta della città, nei solai dei palazzi e nelle navi dell'Arsenale, tanto che si dice che Venezia poggi su un Cadore capovolto. Alcuni boschi erano riservati alla Repubblica per gli usi navali: nella valle dell'Ansiei, non lontano da Auronzo, la foresta di Somadida forniva i fusti lunghi e diritti destinati agli alberi delle navi. Oggi è una riserva naturale orientata, da percorrere con calma lungo i suoi sentieri.

La battaglia di Cadore

All'inizio del Cinquecento il Cadore divenne teatro di guerra. Nel 1508 le truppe dell'imperatore Massimiliano I occuparono la valle, e il 2 marzo 1508 l'esercito veneziano guidato da Bartolomeo d'Alviano le affrontò presso il rio Rusecco, nei dintorni di Valle di Cadore, ottenendo una netta vittoria. Negli anni seguenti, però, le vicende della guerra della Lega di Cambrai portarono Cortina d'Ampezzo a passare sotto l'Impero, mentre il resto del Cadore rimase a Venezia. Da allora e per secoli, Ampezzo e Cadore ebbero destini politici separati.

Tiziano Vecellio, il cadorino più illustre

Tiziano Vecellio nacque a Pieve di Cadore, secondo le stime più diffuse tra il 1488 e il 1490, in una famiglia legata al notariato, all'amministrazione locale e al commercio del legname. Ancora ragazzo si trasferì a Venezia, dove si formò nella bottega dei Bellini e lavorò accanto a Giorgione, per diventare poi il pittore più celebrato della Serenissima e uno dei grandi maestri del colore di tutta la storia dell'arte. Morì a Venezia il 27 agosto 1576, mentre la città era colpita dalla peste, e fu sepolto nella basilica dei Frari.

Per tutta la vita mantenne un legame forte con la sua terra d'origine. Fu proprio lui a proporre di dipingere la Battaglia di Cadore per il Palazzo Ducale di Venezia, un'opera andata perduta nell'incendio del 1577 e oggi nota attraverso copie e incisioni.

Da sapere: a Pieve di Cadore si può visitare la casa natale di Tiziano, un edificio quattrocentesco allestito come casa-museo. Per giorni e orari di apertura consultate i canali ufficiali prima della visita.

Una giornata a Pieve di Cadore

Pieve di Cadore si raggiunge in auto da Auronzo e merita almeno mezza giornata. Piazza Tiziano, con il monumento al pittore e il Palazzo della Magnifica Comunità, è il cuore del paese; a pochi passi si trova la casa natale del pittore. Passeggiando tra queste vie si capisce quanto la storia del Cadore sia fatta di autonomia, di lavoro nei boschi e di un rapporto antico con Venezia, ancora leggibile nel leone di San Marco scolpito sulla torre del palazzo.

Tornando la sera ad Auronzo, con il lago davanti e le montagne attorno, quei secoli di storia sembrano meno lontani: sono gli stessi boschi e le stesse valli che hanno costruito, tronco dopo tronco, una delle città più belle del mondo.

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